Piume nel ventilatore: l'omicidio di sir Harry Oakes, Nassau 1943
La sera di mercoledì 7 luglio 1943, sir Harry Oakes aveva ospiti nella sua casa di Nassau, la capitale delle Bahamas.
Nassau è una piccola città su un'isola a circa 300 km a est di Miami, negli Stati Uniti. Nel 1943 era una tranquilla colonia britannica, piena di gente ricca venuta per il sole e per le tasse basse.
Harry Oakes era il più ricco di tutti. Aveva 68 anni.
La sua casa si chiamava Westbourne. Sorgeva sul mare, a pochi minuti di auto dal centro.
Quella sera arrivarono alcune persone per cenare e giocare a carte. C'erano dei vicini, e c'era la nipote del suo migliore amico. Anche l'amico stesso, un commerciante di immobili dell'isola, era presente.
Era una notte pesante e umida. Sull'isola si stava formando una tempesta.
Alle 11 di sera tutti gli ospiti erano andati via. Rimase solo l'amico. Per via della pioggia, Harry Oakes gli offrì una stanza per gli ospiti, e lui accettò. La sua camera era al piano di sopra, sulla stessa veranda della camera di Harry Oakes.
I 2 uomini parlarono ancora un po'. Poi Harry Oakes andò a letto.
A parte il suo assassino, nessuno lo vide più vivo.
I medici che esaminarono il corpo fissarono poi l'ora della morte tra le 2 e le 5 del mattino, nel pieno della tempesta.
La mattina dell'8 luglio
Verso le 7 del mattino l'amico si alzò e andò nella camera di Harry Oakes per chiedergli della colazione.
Trovò Harry Oakes disteso sul letto. Il corpo era in parte bruciato. Il letto e la zanzariera intorno erano bruciacchiati.
Dietro l'orecchio sinistro c'erano 4 ferite, fatte con un attrezzo affilato e appuntito. Il cranio era fratturato.
Qualcuno aveva versato sul corpo un liquido infiammabile, probabilmente un insetticida, e gli aveva dato fuoco. Le ustioni peggiori erano intorno agli occhi.
E c'erano piume. Qualcuno aveva squarciato un cuscino e sparso le piume sul corpo. Quando l'amico entrò, il ventilatore elettrico della stanza era ancora acceso, e le piume volavano sopra il morto.
L'amico raccontò poi in tribunale che all'inizio aveva creduto che Harry Oakes fosse ancora vivo. Gli sollevò la testa, gli diede dell'acqua e gli pulì il sangue dal viso con un asciugamano.
Poi andò al telefono.
Chi era Harry Oakes
Per capire perché questa morte scosse un intero impero, bisogna sapere chi era il morto.
Harry Oakes era nato nel 1874 nello stato del Maine, nel nord-est degli Stati Uniti. Studiò medicina per 2 anni e poi lasciò.
Nel 1898 andò a nord, alla corsa all'oro dell'Alaska. Per circa 15 anni dopo di allora seguì le corse all'oro in tutto il mondo: California, Sud America, Australia. Non trovò niente.
Poi, in Canada, nell'estremo nord della provincia dell'Ontario, vicino a una piccola città mineraria chiamata Kirkland Lake, trovò finalmente l'oro. Nel 1918 la sua concessione diventò la miniera Lake Shore, una delle miniere d'oro più produttive dell'emisfero occidentale.
Quasi da un giorno all'altro, un cercatore povero diventò uno degli uomini più ricchi del mondo.
Si sposò, ebbe figli e visse in Canada. Ma il Canada voleva una grossa parte del suo reddito in tasse. Negli anni '30 trasferì il suo patrimonio e la sua famiglia alle Bahamas, dove le tasse erano basse.
Donò grandi somme in beneficenza, anche a un ospedale di Londra. Nel 1939 il re britannico gli concesse un titolo ereditario, quello di baronetto. Da allora fu sir Harry Oakes.
Alle Bahamas possedeva terreni, alberghi, un aeroporto e gran parte della stessa Nassau. Era rozzo, rumoroso e impaziente. Era anche il più grande datore di lavoro dell'isola.
Il genero
Nel 1942, a 18 anni appena compiuti, la figlia maggiore, Nancy, sposò un uomo che lui non sopportava.
Si chiamava Alfred de Marigny. Tutti lo chiamavano Freddie. Veniva dall'isola di Mauritius, nell'oceano Indiano. Aveva 32 anni, 2 divorzi alle spalle, andava a vela, sapeva incantare, e usava il titolo di conte.
Harry Oakes era convinto che avesse sposato Nancy per i soldi. I 2 uomini avevano litigato apertamente, e tutta la città lo sapeva.
La notte del delitto Alfred de Marigny dava una sua cena a casa sua, a pochi chilometri di distanza. Diversi ospiti dissero poi che era stato con loro e che, a notte fonda, aveva riaccompagnato a casa in auto 2 donne.
Quella notte Nancy non era sull'isola. Così, una volta andati via i suoi ospiti, nessuno poteva dire dove Alfred de Marigny avesse passato il resto della notte.
Un governatore prende il comando
Qui il caso ebbe la sua prima strana svolta.
Il governatore delle Bahamas nel 1943 non era un funzionario qualsiasi. Era l'ex re di Gran Bretagna, che nel 1936 aveva rinunciato al trono per sposare un'americana. Durante la guerra lo avevano mandato a governare queste isole, lontano dall'Europa.
Conosceva bene Harry Oakes. Quando seppe della morte, prese personalmente il controllo delle indagini, cosa molto insolita per un governatore.
Prima cercò di impedire che la notizia venisse pubblicata. Non funzionò. Il proprietario del principale giornale delle Bahamas, che era stato amico di Harry Oakes, fece uscire la storia nel giro di poche ore, e fece il giro del mondo.
Il governatore non si fidava della piccola polizia di Nassau. A causa della guerra era difficile far arrivare detective di Scotland Yard da Londra. Così telefonò a Miami e chiese 2 capitani della polizia americana che conosceva. Uno di loro gli aveva fatto da scorta durante una visita a Miami.
I 2 capitani arrivarono in aereo quello stesso giorno.
**Da questo momento, quasi tutto nelle indagini sarebbe stato poi contestato in tribunale.**
Come fu trattata la scena
I 2 capitani di Miami furono presentati come esperti di impronte digitali. Arrivarono senza la speciale macchina fotografica con cui si fotografano le impronte sulla scena di un crimine. Secondo un resoconto, avevano dimenticato a Miami anche i kit per rilevare le impronte.
Neppure la polizia di Nassau aveva quell'attrezzatura.
La camera non fu sigillata. Nelle ore successive, funzionari e uomini d'affari dell'isola poterono girare per la casa e guardare il letto dove era stato il corpo. Nessuno impedì loro di toccare gli oggetti.
Eppure in quella casa c'erano indizi veri.
Sulle scale che salivano alla camera c'erano impronte di fango.
Sul muro accanto al letto c'era l'impronta di una mano insanguinata.
Accanto al letto c'era un paravento cinese pieghevole, con macchie di sangue e impronte digitali.
L'impronta della mano fu fotografata. Poi si scoprì che le lastre fotografiche erano state esposte alla luce del giorno e si erano rovinate. Più tardi ancora, l'impronta stessa fu lavata via dal muro.
Di chi fosse quella mano, non si è mai saputo.
Sul corpo c'erano anche delle vesciche che i medici non riuscirono a spiegare. Non sembravano dovute al fuoco.
36 ore
I capitani interrogarono il personale di casa e gli ospiti. Interrogarono l'amico che aveva dormito nella stanza accanto. Disse che si era svegliato di notte per la tempesta, ma non aveva sentito niente di strano. Non aveva visto fuoco né sentito odore di fumo.
Poi interrogarono il genero.
Parlarono con lui per ore. Durante l'interrogatorio gli diedero un bicchiere d'acqua.
Gli esaminarono le mani e la barba, e dissero di aver trovato peli bruciacchiati. Alfred de Marigny disse che la spiegazione era semplice: accendeva sigari, aveva acceso candele alla sua cena, e gli piaceva cucinare.
La sera del 9 luglio, circa 36 ore dopo il ritrovamento del corpo, la polizia arrestò Alfred de Marigny e lo accusò dell'omicidio di Harry Oakes.
L'accusa era semplice. Odiava il suocero. Quella notte era stato vicino alla casa. Aveva peli bruciati sulle braccia. E, secondo i capitani, la sua impronta digitale era stata trovata sul paravento cinese accanto al letto.
Alle Bahamas, nel 1943, l'omicidio era punito con la morte. Era già stata ordinata una corda per l'impiccagione.
La moglie che non ci credeva
Nancy de Marigny tornò a casa e si schierò con il marito.
Assunse un noto investigatore privato di New York con la sua squadra, e un avvocato difensore delle Bahamas. Chiese che il marito fosse sottoposto alla macchina della verità.
Quando il suo investigatore arrivò alla casa, trovò dei poliziotti che pulivano le pareti. L'impronta della mano e altri segni venivano cancellati a forza di spazzola.
Il processo si aprì il 18 ottobre 1943 davanti alla Corte suprema delle Bahamas, a Nassau. Durò settimane, e arrivarono giornalisti da tutto il mondo. Fu il processo più famoso degli anni di guerra, a parte la guerra stessa.
L'impronta crolla
Il cuore dell'accusa era l'impronta. Uno dei 2 capitani di Miami disse che il mignolo della mano destra di Alfred de Marigny aveva lasciato il segno sul paravento cinese.
Al controinterrogatorio la storia crollò pezzo per pezzo.
Il capitano disse di aver identificato l'impronta il 9 luglio. Il suo stesso collega disse in tribunale di averne sentito parlare solo il 19 o il 20 luglio, 10 giorni dopo.
L'impronta non era stata fotografata sul paravento, dove sarebbe stata trovata. Era stata rilevata con nastro adesivo, un metodo che distruggeva il segno originale. Non c'era quindi modo di mostrare in quale punto del paravento fosse, né di provare che fosse stata davvero sul paravento.
Un esperto di impronte chiamato dalla difesa fece notare un'altra cosa. Il paravento aveva un disegno dipinto. Se l'impronta fosse stata rilevata dal paravento, intorno a essa avrebbero dovuto vedersi tracce di quel disegno. Non se ne vedevano.
La difesa lo disse al capitano senza giri di parole: l'impronta non veniva dal paravento. Veniva dal bicchiere d'acqua che Alfred de Marigny aveva tenuto in mano durante l'interrogatorio. Il capitano lo negò.
Il capitano aveva anche detto alla corte di aver preso le impronte di tutti quelli ammessi nella camera. Poi ammise che non era vero. Erano state rilevate decine di altre impronte, e settimane dopo molte non erano ancora state esaminate.
L'amico che aveva dormito nella stanza accanto era il principale testimone dell'accusa. Anche la sua testimonianza andò male. Un poliziotto di Nassau giurò di averlo visto quella notte in centro, verso mezzanotte, dentro un'auto. L'amico lo negò e disse di non essere mai uscito di casa.
Il verdetto
Il 12 novembre 1943 i 12 giurati si ritirarono a decidere.
Tornarono in meno di 2 ore. Con 9 voti contro 3, Alfred de Marigny fu dichiarato non colpevole.
Poi la stessa giuria fece una cosa insolita. Tutti e 12 raccomandarono che fosse espulso dalle Bahamas. Poco dopo fu espulso, e partì per Cuba con Nancy.
Il matrimonio non resse. La coppia si separò nel 1945 e divorziò nel 1949.
**Dopo l'assoluzione, nessun altro fu mai accusato dell'omicidio di Harry Oakes. Non ci furono altri procedimenti giudiziari.**
Il governatore aveva fatto in modo di trovarsi fuori dalle Bahamas durante il processo, così non fu mai chiamato a testimoniare. Per il resto della vita non parlò mai pubblicamente del caso.
I tentativi successivi
Il caso non scomparve.
Secondo un autore successivo, Scotland Yard riesaminò il caso circa 4 anni dopo il processo. Quel riesame non portò mai a una nuova accusa.
Nel maggio 1959, 16 anni dopo l'omicidio, un deputato del parlamento delle Bahamas, che dirigeva anche un giornale locale, si alzò alla Camera. Disse che c'erano prove nuove e che poteva fare il nome dell'assassino. La Camera votò per riaprire il caso.
L'investigatore di New York che aveva lavorato per la difesa doveva essere la fonte delle nuove prove. Disse di non averne nessuna e si rifiutò di tornare alle Bahamas.
L'ex governatore, che allora viveva a Parigi, fu invitato a testimoniare. Rifiutò.
La notte del 14 giugno 1959 qualcuno sparò contro la casa del deputato mentre lui era a letto al piano di sopra. La polizia recuperò 2 proiettili. Le cronache parlano di 3 colpi in tutto. Non fu colpito. Dopo di allora, il tentativo di riaprire il caso si spense.
C'è anche una nota più cupa. Alcuni resoconti dicono che un'americana che faceva domande sul caso Oakes a Nassau fu trovata morta in fondo a un pozzo. Le fonti non concordano sull'anno, 1950 o 1952, e nessun legame con l'omicidio è mai stato dimostrato.
A che punto è il caso
L'omicidio di sir Harry Oakes resta ufficialmente irrisolto.
Le prove che avrebbero potuto risolverlo sono sparite. L'impronta della mano sul muro fu fotografata su lastre che si rovinarono, e poi lavata via. Le impronte di fango sulle scale non furono mai confrontate con quelle di nessuno. I visitatori girarono per la scena prima che fosse esaminata come si deve. E l'unica prova materiale arrivata in tribunale, l'impronta digitale, si rivelò inaffidabile.
Tutti i protagonisti sono morti. Alfred de Marigny morì nel 1998. L'amico che trovò il corpo morì nel 1973. L'ex re morì nel 1972.
Le teorie
Ognuna delle teorie qui sotto è solo una teoria. Nessuna è mai stata vagliata in tribunale.
**La teoria dei casinò.** Libri usciti nel 1972 e nel 1988 sostennero che Harry Oakes fu ucciso da soci di un boss della criminalità organizzata americana che voleva aprire casinò alle Bahamas, e che Harry Oakes gli era d'ostacolo. Il problema: nessuna prova diretta ha mai collegato un gangster preciso alla casa quella notte.
**L'amico della stanza degli ospiti.** Un autore scrisse che l'amico che dormiva nella stanza accanto fece venire qualcuno per commettere il delitto, e che anni dopo disse a persone vicine di esservi stato coinvolto. Un altro autore scrisse nel 2005 che uomini d'affari locali, tra cui l'amico, agirono per impedire a Harry Oakes di trasferire il suo patrimonio dalle Bahamas al Messico. Un libro del 2021 notò che circa 15 milioni di dollari del patrimonio non furono mai trovati. Il problema: l'amico non fu mai accusato, e il suo racconto della notte, pur messo in dubbio, non fu mai smentito.
**I soldi della guerra.** Alcuni autori indicarono un milionario svedese che viveva a Nassau, sospettato di legami con la Germania nazista, e trasferimenti segreti di denaro durante la guerra. Il problema: si basa su sospetti riguardo ad affari di guerra, non su prove trovate sulla scena.
**Alla fine, il genero.** Un libro del 2006 sostenne che l'assassino fosse Alfred de Marigny, citando il successivo riesame di Scotland Yard. Il problema: una giuria ascoltò tutta l'accusa contro di lui e lo assolse. Per la legge è innocente, e va considerato innocente.
Ciò che è certo è poco. Un uomo andò a dormire durante una tempesta. Al mattino era morto, bruciato e coperto di piume. E gli investigatori mandati a trovare il suo assassino persero le prove che avrebbero potuto indicarlo.