UN CASO REALE
Controverso

Stiamo tenendo: gli ultimi 10 minuti dell'Edmund Fitzgerald

2026-09-29 · · Navi fantasma · 6 min di lettura

Nel pomeriggio del 9 novembre 1975 una nave da carico lascio una banchina all'estremita occidentale del lago Superiore, il piu grande dei laghi d'acqua dolce che stanno sul confine tra Stati Uniti e Canada.

Si chiamava Edmund Fitzgerald. Era lunga 222 metri e larga 23, e quando fu varata nel 1958 era la nave piu grande di quei laghi. Gli equipaggi la chiamavano il grande Fitz.

Nelle stive c'erano circa 26.500 tonnellate di pellet di minerale di ferro, diretti a un'acciaieria all'altro capo della via d'acqua. A bordo c'erano 29 uomini.

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Era gia stato diramato un avviso di burrasca. In novembre su quei laghi e normale, e sia il Fitzgerald sia un secondo mercantile partito quasi alla stessa ora scelsero una rotta a nord, vicino alla costa canadese, dove la terra rompe il vento.

Le due navi restarono in contatto radio tutta la notte e per il giorno seguente. La tempesta crebbe invece di passare.

Nel pomeriggio del 10 novembre il vento soffiava a raffiche di circa 139 chilometri orari e le onde correvano tra i 7 e gli 11 metri.

Verso le tre e mezza del pomeriggio il comandante del Fitzgerald chiamo l'altra nave. Disse di aver perso due coperchi di ventilazione e un tratto di parapetto, e che la nave aveva preso sbandamento. Disse che stava rallentando perche l'altro mercantile accorciasse la distanza dietro di lui.

Disse anche una cosa rimasta impressa a chiunque l'abbia sentita. Le sue pompe erano in funzione.

Ecco il mistero in una frase, prima di tutto il resto. Una nave di 222 metri con 29 uomini affondo in meno di dieci minuti in uno degli specchi d'acqua piu sorvegliati al mondo, mentre un'altra nave la seguiva al radar, e nessuno lancio un segnale di soccorso ne cala una scialuppa.

Due navi cieche nella tempesta

Nel giro di un'ora la situazione peggioro in un modo facile da trascurare.

Entrambi i radar del Fitzgerald si guastarono.

La nave correva cosi di notte dentro una tempesta senza alcun modo di vedere dove fosse. Il comandante chiese all'altro mercantile di seguirlo e dirgli dove stava andando. Per il resto della serata la nave dietro di lui fu i suoi occhi.

Il Fitzgerald puntava alla baia di Whitefish, un angolo riparato all'estremita orientale del lago. Li ci sono un radiofaro e una luce che le navi usano per trovare l'imboccatura. Quella notte entrambi erano fuori servizio per la tempesta.

Quindi la nave piu grande del lago correva verso un riparo che non poteva vedere, guidata da una voce alla radio.

Verso le sette di sera si chiuse la neve e l'altro mercantile perse di vista le sue luci.

Verso le sette e dieci le due navi parlarono per l'ultima volta. L'altro comandante chiese come andava il Fitzgerald.

La risposta fu: stiamo tenendo.

**E l'ultima cosa che qualcuno abbia sentito dall'Edmund Fitzgerald. Tutto cio che segue questo punto e ricostruzione.**

Pochi minuti dopo il Fitzgerald non era piu sul radar dell'altra nave. Nessun mayday. Nessun razzo. Nessuna radioboa di emergenza. Niente in superficie.

La ricerca

L'altro mercantile inverti la rotta e torno dentro la tempesta a cercare, e ci volle vero coraggio, perche le stesse onde correvano ancora.

Aerei e altre imbarcazioni si aggiunsero durante la notte e nei giorni seguenti. Trovarono rottami: scialuppe spezzate, salvagenti, una zattera gonfiabile, bombole di gas. Entrambe le scialuppe furono recuperate, gravemente danneggiate e vuote.

Non fu trovato nessuno. Nessuno dei 29 uomini e mai stato recuperato.

Quest'ultimo fatto ha una spiegazione fisica e fredda. L'acqua di quel lago resta sotto la superficie vicina al punto di congelamento. I corpi che scendono li di solito non risalgono.

Il 14 novembre, quattro giorni dopo l'affondamento, un aereo con apparati per rilevare grandi masse metalliche capto un segnale forte a circa 27 chilometri dall'imboccatura della baia di Whitefish.

Il Fitzgerald giaceva a 160 metri di profondita. Era in due pezzi. La sezione di prua stava dritta sul fondo. Quella di poppa era capovolta, a una cinquantina di metri, ruotata di sbieco. In mezzo si stendeva un campo di minerale versato e rottami.

Cosa mostro il relitto e cosa no

Un mezzo sottomarino senza equipaggio ispeziono il relitto nel 1976. Spedizioni successive lo filmarono di nuovo negli anni ottanta e novanta.

Le immagini mostrarono che diversi boccaporti sopra le stive mancavano o erano schiacciati verso l'interno. Parte delle mastre d'acciaio attorno alle aperture era fessurata.

Sembra decisivo. Non lo e, ed e qui il cuore di una discussione che dura da 50 anni.

Una nave che colpisce il fondo a 160 metri, si spezza in due e rovescia 26.500 tonnellate di minerale si procura per strada danni enormi. Un boccaporto piegato sul fondo del lago puo essere la ragione dell'affondamento o la sua conseguenza. Le immagini non separano le due cose.

I sommozzatori del 1994 registrarono piu di 40 ore di video. Uno vide un membro dell'equipaggio sul fondo vicino alla prua, in tuta e giubbotto di salvataggio, il che dice che almeno un uomo sapeva che la nave era nei guai e fece in tempo a indossarlo.

Nel luglio 1995 una squadra di sommozzatori recupero la campana della nave. Al suo posto sul relitto fu lasciata una copia, incisa con i nomi dei 29 uomini. Le famiglie chiesero che il luogo fosse poi lasciato in pace, e oggi e protetto.

Conclusioni e domande aperte

Due indagini ufficiali arrivarono a due risposte diverse, il che e insolito.

**I boccaporti lasciavano entrare acqua e la nave si riempi lentamente.** Fu la conclusione della commissione della guardia costiera nel 1977. I morsetti che tengono i boccaporti erano consumati e non tutti chiusi, cosi l'acqua che spazzava il ponte poteva infiltrarsi, stiva dopo stiva, finche la nave non ebbe piu galleggiabilita per salire su un'onda. Il problema: gli armatori la respinsero con rabbia, perche addossa la colpa all'equipaggio che non avrebbe chiuso i morsetti. Si concilia male anche con il fatto che il comandante avesse riferito che le pompe reggevano.

**I boccaporti cedettero di colpo sotto il peso dell'acqua sul ponte.** Fu la conclusione del consiglio nazionale per la sicurezza nel 1978, in formale disaccordo con la guardia costiera. In questa versione la nave non si riempi gradualmente. Un muro d'acqua cadde sul ponte, uno o piu boccaporti cedettero e la stiva si allago in pochi secondi. Il problema: spiega il silenzio, perche non ci fu tempo di chiamare. Non spiega perche la nave sbandasse gia ore prima.

**Aveva strisciato un basso fondale non cartografato nel corso della giornata.** L'associazione armatoriale sostenne che i danni segnalati nel pomeriggio, lo sbandamento e i coperchi persi, venivano da un tocco sul fondo vicino a una zona poco profonda della rotta nord, e che da allora la nave imbarcava acqua in silenzio. Il problema: nessuno ha trovato il danno corrispondente. La parte inferiore della prua e sepolta nel fango, quindi l'unico punto che chiuderebbe la questione non si puo esaminare.

**Alla fine la colpirono due onde enormi.** Il comandante dell'altro mercantile riferi che verso l'ora critica due onde abbastanza grandi da seppellire il suo stesso ponte lo superarono e proseguirono in direzione del Fitzgerald. Il problema: e il racconto di un solo uomo su acqua al buio, e non esclude nessuna delle altre spiegazioni. Fornisce soltanto la spinta finale.

**Si spezzo in due in superficie.** Alcuni sommozzatori del 1994 conclusero che lo scafo cedette mentre la nave galleggiava ancora, per cricche da fatica e flessione che erano un problema noto in quella classe di navi. Il problema: il mercantile che veniva dietro la seguiva al radar e vide sparire un bersaglio, non due.

Cio su cui tutti concordano e poco: era danneggiata, sbandava, era cieca, e poi sparì in meno tempo di quanto ne serva per mandare un messaggio radio.

Cio che nessuno puo dire e quale di queste cose l'abbia uccisa.

Cinquant'anni dopo, l'Edmund Fitzgerald e il naufragio meglio documentato dei Grandi Laghi e il meno spiegato. Il lago ha restituito la posizione della nave in quattro giorni, le sue fotografie in un anno e la sua campana in venti. La ragione non l'ha restituita mai.

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